Giovedì 6 maggio alle 16,30 nella magnifica cornice di PALAZZO DALL'ARMI - MARESCALCHI, sede della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Bologna Modena e Reggio, ha preso il via la prima delle quattro conferenze organizzate da ITALIA NOSTRA di BOLOGNA, dedicata all'analisi dell'attuale stato di conservazione dell'opera di JACOPO DELLA QUERCIA nella facciata di SAN PETRONIO, a 31 anni dal meraviglioso restauro che restituì ai bolognesi il biancore originario (ormai dimenticato) che l'opera di Jacopo della Quercia presentava alle sue origini, entusiasmando oltre ai bolognesi, cultori ed esperti d'arte provenienti da tutto il mondo.
_____Ha fatto gli "onori di casa" per la Soprintendenza la Dott.ssa DANIELA SINIGALIESI che al termine dell'evento ha anche accompagnato chi lo desiderava in una visita ai locali del palazzo, in particolare mostrando la "Sala Ovale" un gioiello architettonico che da solo poteva giustificare l'intera giornata.
_____Ha aperto la presentazione del Prof. DANIELE BENATI, illustre studioso di Storia dell'Arte ed attuale presidente di Italia Nostra di Bologna, che si è particolarmente soffermato sulla improrogabile necessità di un nuovo restauro della facciata dato l'attuale stato di grande degrado della stessa.(V. foto in calce)
_____ La Prof.ssa ANNA MARIA MATTEUCCI, un'autorità nella Storia dell'Arte, in particolare riguardo alla chiesa di S.Petronio e di Jacopo dellaQuercia che ha ripercorso le origini del progetto di facciata e la sua definitiva realizzazione, nonchè il percorso che portò al restauro di oltre 30 anni fa.
_____E' poi intervenuto l'architetto EUGENIO RICCOMINI, che all'epoca del restauro ne diresse i lavori , ed in modo decisamente brillante, anche attraverso piacevolissimi aneddoti ha fatto rivivere le emozioni provate quando studiosi e cittadini si ritrovarono finalmente di fronte al restauro eseguito (attraverso le parole di una personalità del restauro che allora si espresse così: "è un'alba.." )
____E' anche intervenuto uno dei restauratori che allora eseguirono il lavoro, OTTORINO NONFARMALE che ha sottolineato come già da allora si avvertì che per potere conservare adeguatamente l'Opera con il minor sforzo ed il massimo risultato possibile occorreva intervenire con piccoli restauri mirati al minimo ogni 5 o 6 anni.
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